lettura: IL PIANETA TERRA VISTO DA LONTANO

La fantascienza ha molto spesso immaginato il futuro non molto bello, pieno di guerre e conquiste spaziali, ma gli unici esseri umani che sono andati sulla luna, descrivono questa avventura in un altro modo. Leggi queste testimonianze per farti una tua idea. TerradaLuna1 Gene Cernan (unidicesimo e ultimo uomo a camminare sulla luna, dicembre 1972): “Il ricordo più bello era guardare la Terra. Andare sulla luna era importante per la scienza ma nello stesso tempo l’esplorazione era pure un’avventura dello spirito perchè quando ti trovi lassù realizzi che sei su un altro mondo. E guardi alla Terra con occhi diversi, la vedi ruotare piccola in cielo, con un solo colpo d’occhio vedi i poli e i continenti che girano in fretta. E capisci che quella è la tua casa, il tuo mondo reale. La osservi e ti vien voglia di proteggerla, abbandonata com’è, tra le stelle, nel vuoto nero”. TerradaLuna2 James Irwin (ottavo uomo che camminò sulla luna, agosto 1972; influenzato dal viaggio, divenne poi predicatore e ricercatore biblico): “La Terra ci ha fatto pensare a una pallina di albero di Natale, appeso al fondo buio dell’universo; quanto più ce ne allontaniamo, tanto più andava diminuendo la sua grandezza finché non si riduce a una piccola palla. Alla fine si era ridotta a una biglia, la biglia più bella che si possa immaginare. Quell’oggetto splendido, caldo, vivente sembrava così fragile, così delicato che solo a toccarlo con un dito si sarebbe sbriciolato e disintegrato. Una visione del genere cambia un uomo, lo induce ad apprezzare la creazione di Dio e l’amore di Dio.” TerradaLuna3 Michael Collins (pilota della missione Apollo 11, la prima a portare l’equipaggio sulla luna, luglio 1969): “Io credo veramente che se i leader politici del mondo potessero vedere il nostro pianeta da una distanza di 100.000 miglia la loro percezione potrebbe cambiare radicalmente. Tutti quegli importantissimi confini sarebbero invisibili, tutti quei rumorosi litigi messi a tacere. Il piccolo globo continuerebbe a girare, ignorando serenamente le sue suddivisioni, presentando una facciata unica e chiamandoci ad una comprensione unificata, ad una cura omogenea. La Terra deve diventare quello che appare: blu e bianca, nè capitalismo nè comunismo; blu e bianca, non ricca o povera; blu e bianca, non invidiosi o invidiati. […] Credo che la vista da 100.000 miglia sia inestimabile come mezzo per mettere insieme le persone alla ricerca di soluzioni condivise, permettendogli di comprendere che il pianeta che condividiamo ci unisce in una maniera più radicale e più importante delle differenza dovute al colore della pelle o alla religione o al sistema economico. È un peccato che finora la vista da 100.000 miglia sia stata un’esclusiva di un manipolo di piloti di test, anziché dei leader mondiali a cui serve questa nuova prospettiva, o di poeti che possano comunicarglielo. […] Se dovessi usare una sola parola per descrivere la Terra come la si vede dalla Luna, ignorerei la dimensione o i colori e cercherei una qualità piú fondamentale, la fragilità. La Terra appare fragile, al di là di tutto.”

DOMANDE: 1. Sottolinea gli aggettivi con cui la terra è stata descritta nelle varie testimonianze e descrivi la terra con un’unica frase. 2. Quali sono le cose a cui la terra assomiglia nelle testimonianze? 3. Come si sentivano gli astronauti sulla luna mentre guardavano la terra? 4. Cosa ti ha colpito maggiormente nelle loro testimonianze?


La vita al tempo del corona virus Siamo nel 2100: a scuola stanno facendo una ricerca di storia e qualche bambino ti fa una intervista perché sei una anziana o un anziano che ha vissuto questo avvenimento storico; immagina di essere nel futuro e di raccontare a nipotini/e la vita al tempo del corona virus. Ambienta la testimonianza in un mondo molto migliore di quello in cui siamo [Il tuo racconto può iniziare così: Al tempo del corona virus avevo dieci anni, c’erano ancora moltissime macchine a benzina e quindi l’aria era davvero irrespirabile.]

• Descrivi le prime reazioni e pensieri dopo l’annuncio di una settimana di stop alle scuole • Descrivi cosa è successo nelle settimane successive • E poi con il blocco di moltissime altre attività cosa è successo in Italia, cosa si è fermato? • Infine immagina che la malattia sia già finita e che gli italiani grazie a questa malattia abbiano scoperto le cose più importanti della vita e che da questo giorno il mondo ha iniziato a migliorare. Cosa potrebbe cambiare in meglio dalla fine della malattia nella tua città?

[Simone Lanza, Milano]