CORRISPONDENZA INTERDOMICILIARE

Si tratta di ri-contestualizzare la corrispondenza interscolastica, permettendo agli alunn* di scambiarsi lettere nelle quali si raccontano e scrivono del tempo trascorso tra le mura domestiche. Nel primissimo periodo di chiusura della scuola, nella nostra classe, la 1B di Agugliano, un paesino ad una manciata di chilometri da Ancona, ho chiesto ai bambini di scrivere alla loro insegnante; le lettere sono state tutte pubblicate in una parete PADLET nella quale ognun@ di loro può leggere le epistole di tutti gli altri. Era la prima settimana di marzo e si poteva ancora ‘mettere il naso’ fuori dalla porta… Ora che condividiamo tutt* la condizione di ‘relegati’ in casa, la proposta prosegue con l’abbinamento dei bambini, a formare coppie ed un piccolo gruppo da tre (condizione obbligata dal numero disparo degli alunni), i quali avranno modo di scambiarsi personali racconti, estemporanee spennelate del loro vissuto quotidiano; l’idea è quella di onorare la scrittura affidandola alla sua funzione primaria, il racconto di sé, destinandola alla possibilità di comunicare in un momento dove il bisogno di farlo bussa alle nostre porte, reclamando la nostra inequivocabile natura di animali sociali. Fornirò ai genitori istruzioni per creare un intimo ambiente di condivisione degli scritti usufruendo dell’estrema semplicità dello strumento PADLET e dell’aspetto ‘piacevole’ delle pareti che vi si possono creare. Ogni coppia/piccolo gruppo avrà una personale parete di condivisione alla quale, oltre ai bambini che si scambiano le lettere, potrò accedere anche io per rimandare agli alunni feedback in merito al lavoro svolto e nella prospettiva di raccogliere gli scritti in un giornalino. Ed il cammino prosegue, seminando l’intento di rievocare il metodo naturale in un amorevole abbraccio al grande Freinet, radicandoci al bisogno primario di tessere relazioni con i nostri simili, anche e soprattutto ‘al tempo del coronavirus’.

[Giulia Vespasiani - Ancona]