Chissà come si divertivano

Chissà come si divertivano (The fun they have) è un racconto di Isaac Asimov del 1951.

Il 27 maggio 2157, Tommy trovò nel solaio della casa della sua amica Margie un vero libro dell’epoca in cui le storie e i racconti erano stampati su carta. Tommy si mise subito a leggerlo: si voltavano le pagine, gialle fruscianti, ed era buffissimo leggere le parole che se ne stavano ferme, invece di muoversi su uno schermo.

– Di che cosa parla – chiese Margie.

– Di scuola.

– Di scuola? – il tono di Margie era sprezzante. – Cosa c’è da scrivere sulla scuola? Io, la scuola, la odio.

Margie aveva sempre odiato la scuola. La sua aula era proprio accanto alla sua cameretta, l’insegnante era una macchina larga, nera e brutta, con lo schermo sul quale erano illustrate le lezioni e venivano scritte le domande. C’era poi una fessura dove lei doveva infilare i compiti. II giorno prima l’insegnante meccanico si era guastato ed era venuto l’Ispettore, un omino con uno scatolone di arnesi. Si era messo al lavoro e aveva smontato l’insegnante in pezzi.

Margie aveva sperato che poi non sapesse più rimetterli insieme, che fosse necessario portare il tutto in officina, ma in poco più di un’ora l’insegnante era di nuovo tutto intero.

Così disse a Tommy:

– Ma come gli viene in mente a uno di scrivere un libro sulla scuola?

– Ma non è una scuola come la nostra! È un tipo di scuola molto antico, come l’avevano secoli fa; il maestro era un uomo e faceva lezione in un edificio speciale, dove andavano tutti i ragazzi.

– Un uomo? E come faceva a fare il maestro?

– Bè, spiegava le cose ai ragazzi, dava compiti per casa e faceva delle domande.

In quel momento arrivò la mamma di Margie e le ordinò di andare a scuola, cioè nella stanza accanto, dove l’insegnante meccanico era già in funzione.

Margie obbedì, con un sospiro. Stava pensando alle vecchie scuole. Ci andavano i ragazzi di tutto il vicinato, ridevano e vociavano nel cortile, sedevano insieme in classe, tornavano a casa insieme elle fine della giornata. Imparavano le stesse cose, così potevano darsi una mano a fare i compiti e parlare di quello che avevano da studiare. E i maestri erano persone… Margie stava pensando ai bambini di quei tempi, a come dovevano amare la scuola. Chissà, stava pensando, come si divertivano!

Isaac Asimov