Un mattino nel bosco

Racconto sconclusionato e senza conclusione da drammatizzare, riscrivere, allungare, reinventare

Sarebbe stata una magnifica mattina d’estate piena di sole nel bosco se non fosse stato un giorno d’inverno pieno di vento pioggia e gelo.

Nel bosco giravano diversi personaggi. Fra questi, la malvagia strega Bruscandola che aveva appena compiuto uno dei suoi sortilegi malefici: aveva trasformato il principe Sognidoro in un animale, non si può sapere quale, solo la crudele strega lo sa.

Gira per il bosco la mucca Ildebranda che ha perso la strada per la fattoria ed è disperata, muggisce a più non posso, ma i suoi muggiti si perdono fra i fischi del vento. È inseguita dall’orso Pamuk che proviene dalle foreste del nord ed è innamorato della mucca, la supplica, brandendo un mazzo di fiori che ha colto per lei:

“Io ti amo, mucchina, vieni con me e sarai felice, sposiamoci subito, subit… ooooo” (la mucca, scocciata, gli dà una cornata).

Anche il pappagallo Copionio gira di albero in albero, inviato dal re Papuzzo per ritrovare la bella principessa Ermengarola fuggita nel bosco alla ricerca del suo amato principe Sognidoro. Va alla ricerca della strega e la supplica di rivelarle in che animale ha trasformato il principe.

“Ah ah ah – sogghigna la feroce strega Bruscandola. – Non lo saprai mai. Così sei condannata, e anche lui, a girare per sempre in questa foresta. (Ma non era un bosco? chiederete voi; sì, era un bosco, ma è piovuto tanto e nel frattempo è cresciuto ed è diventato foresta). Ed io mi trasformerò in principessa, assumerò le tue sembianze, andrò a palazzo, mi farò riconoscere da tuo padre, e regnerò per sempre. Mi farò fare un trono d’oro, un letto di diamanti, mille abiti per il giorno e mille per la notte tempestati di gemme, riempirò di tasse i miei sudditi antipatici che mi prendevano ingiro per il mio naso e per la barba. Ah ah ah!” E partì in volo sulla sua scopa drone.

Disperata, la principessa riprese la ricerca. Improvvisamente incrociò un orso che teneva in mano un mazzo di cipolle (si era mangiato i fiori perché aveva un po’ di appetito).

“Oh principessina bella, sei come una stella, so che sei addolorata per colpa di quella stregaccia, ma io saprò consolarti, sposiamoci subito!”

“E io?” Disse, girandosi, la mucca Ildebranda.

“Tu, un’altra volta!” Rispose l’orso. Ma mentre si girava per rispondere, la principessa era fuggita.

Mentre correva, si imbatté in un riccio di nome Puntiglio che le disse:

“O principessa, ascolta le mie pene: da ieri…”

“Scostati, vile riccio pungente, devo ritrovare il mio principe!”

“Ma…” Tentò di dire il riccio, ma la principessa, per nulla gentile, con un calcio lo mandò a sbattere contro il tronco di un pino secolare.

Intanto il pappagallo Copionio continuando nella ricerca della principessa incontrò due porcellini, due asini, due capre e un gatto di nome Fifò ( era molto pauroso).

“Siete anche voi alla ricerca della principessa Ildebranda?” Chiese.

“Si chiama Ermengarola.” Disse una vocina dietro di lui. Era il riccio Puntiglio che era sceso dall’albero dove lo aveva lanciato la principessa.

“E che ne sai tu, brutto puntaspilli?” Strillò il pappagallo.

“Ma…” Tentò di dire il riccio, ma Copionio si era di nuovo rivolto alla compagnia diporcellini, asini, capre più il gatto Fifò (molto pauroso).

“Chi siete? dove andate? cosa cercate? perché siete insieme in questo bosco che nel frattempo è diventato una foresta dove ci si può perdere con facilità? Come mai siete tutti insieme, che di solito fra di voi non andate d’accordo?”

“Una domanda alla volta- rispose per tutti uno degli asini. -Ci hanno convocato allo

studio televisivo del reame per partecipare alla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’. Chi di noi scoprirà in che bestia è stato trasformato il principe Sognidoro riceverà in premio un bacio dalla fatina Chiudigliocchi e una casetta in Canadà.”

“Con vasche pesciolini e tanti fiori di lillà?” Chiese una voce dietro di loro. Era l’orso Pamuk con un mazzolino di fili d’erba in mano (si era mangiato anche le cipolle) che gridò:

“Oh deliziosa mucchina, sposiamoci subito e andiamo a vivere nella casetta in Canadà! Sono io il principe Sognidoro!”

“Tu non sei il principe Sognidoro, impostore! – Gridò dall’alto della sua scopa drone la strega Bruscandola- Non posso sopportare questi bugiardi che rovinano i miei piani!”

“Ascoltate me.” Disse una vocina da dietro un cespuglio. Era il riccio, ma nessuno gli badò.

Due lumache e un lumacone che passavano di là commentarono:

“Che confusione c’è oggi nel bosco! Non si può neanche circolare liberamente! Tutto per un principe! E a noi nessuno bada!”

“Tutto sommato- commentò la principessa Ermengarola- mi accontenterei anche di un orso.”

“Ma…disse il riccio Puntiglio rispuntando da dietro un cespuglio con un fiero cipiglio, ma senza bagaglio.”

“Uffa, cosa vuole questo impiccione?” Sbuffò la principessa.

Passava di là il pavone Superbone.

“Guardate le mie piume, guardate le mie ali, non sono forse io meglio di un banale principe con due gambe due braccia una testa ma senza coda e ali e becco e tutto il resto della mia nobile acconciatura?”

“Basta! – Strillò la principessa. – Me ne torno a palazzo e sposo quel bel paggio che è così spiritoso e scherzoso, altro che quel baccalà di Sognidoro.”

“Eh no, non vale! – Strillò dall’altro la strega. – La storia prevede che tu debba

indovinare chi fra gli animali del bosco è stato trasformato in principe… cioè, chi è l’animale del bosco che ha trasformato il principe…uffa, che confusione!”

Si fecero avanti al centro della radura:

  • l’orso Pamuk
  • il pappagallo Copionio
  • il riccio Puntiglio
  • il gatto Fifò
  • il pavone Superbone

Ognuno disse la sua, e tutti chiesero alla principessa:

“O principessa, chi di noi è il principe Sognidoro? Se lo indovini, con un bacio gli ridai il suo aspetto di sempre.”

“E io?” Chiese la mucca Ermengarola ( no, scusate, Ildebranda…che confusione!) ma nessuno le badò.

E secondo voi, chi è il principe?